Bar, ristoranti, negozi, parrucchieri, centri estetici, uffici aperti al pubblico: compili un modulo e ricevi la relazione firmata che dice quanta aria esterna serve a ogni ambiente, secondo la norma tecnica in vigore.
Per i luoghi di lavoro chiusi il D.Lgs. 81/2008 (Allegato IV, punto 1.9) chiede aria salubre in quantità sufficiente, ma non dice quanta. Quando l'aria delle finestre non basta, o il locale non ne ha, il Comune o l'Azienda ULSS possono chiedere di dimostrare che la ventilazione meccanica porta l'aria giusta. Di solito succede con la pratica edilizia (permesso di costruire, SCIA, cambio d'uso): in Veneto la circolare regionale chiede la relazione sull'impianto insieme alla domanda e il collaudo con l'agibilità. Può succedere anche con il parere sanitario sul progetto, o dopo un controllo.
Il numero viene dalla norma tecnica. La UNI 10339 è stata ritirata dall'UNI nel luglio 2024, senza una norma che la sostituisca; oggi il riferimento è la UNI EN 16798-1 con la sua appendice nazionale, approvata a novembre 2025, che fissa i valori per l'Italia. È quella che uso. In Veneto ci sono anche i minimi regionali (Circolare regionale n. 13/1997 e regolamento edilizio tipo): aria per persona, ricambi di bagni e spogliatoi. La relazione calcola i due valori e per ogni locale usa il più alto.
Quante persone ci stanno (quelle che dichiari, o l'affollamento tipico della norma per quel tipo di locale) per l'aria che serve a ciascuna.
Una quota per metro quadro, che dipende da cosa si fa nel locale e da quanto inquinano arredi e materiali.
L'aria da aspirare da bagni e antibagni, e quanto prima dell'apertura va accesa la macchina, se di notte resta spenta.
Per un bar l'appendice italiana conta 0,8 persone per metro quadro (prospetto NA.19): su 55 m² fanno 44 persone. A ciascuna servono 7 litri al secondo di aria esterna (prospetto NA.6, categoria II), e al locale altri 1,0 litri al secondo per metro quadro (prospetto NA.7b, edificio poco inquinante). In tutto 363 litri al secondo: 1.310 m³/h di aria esterna nella sala, più l'aspirazione dei bagni.
In Veneto, con la sola ventilazione, il minimo regionale per le stesse 44 persone è un po' più alto (1.410 m³/h), e la relazione usa quello: 1.410 m³/h.
Esempio con i valori di norma per un bar qualsiasi. La relazione usa i dati del tuo locale: con i posti davvero disponibili, o con un altro tipo di attività, il numero cambia.
Cosa non c'è: il sopralluogo, il progetto dei canali, la scelta della macchina, la cappa di una cucina professionale. La relazione dice quanta aria; come portarla lo decidono il progettista o l'installatore, con questo numero in mano.
La relazione arriva entro 5 giorni lavorativi da quando ho tutti i dati. Se manca qualcosa, te lo dico subito, prima di cominciare.
Un locale con i suoi servizi, come lo descrivi nel modulo. Più unità, un condominio, un centro commerciale, una palestra o una sala fitness: preventivo dopo aver visto i dati.
Bastano le misure da una piantina. Se un dato non lo sai, lascialo vuoto e scrivilo nelle note.
La relazione dice quanta aria chiede la norma tecnica, con i conti scritti. Il parere spetta all'Azienda ULSS e al Comune, che possono chiedere anche altro, per esempio una superficie di finestre apribili o un valore del regolamento locale. Se nel modulo mi scrivi cosa ti hanno chiesto, lo controllo prima di cominciare.
Perché l'UNI l'ha ritirata il 4 luglio 2024, senza una norma che la sostituisca. Oggi il riferimento per l'aria degli ambienti è la UNI EN 16798-1, con l'appendice nazionale italiana che da novembre 2025 fissa i valori per l'Italia. Per acconciatori ed estetisti in Veneto, che la trovano citata nel regolamento regionale del 2022, la relazione riporta anche un confronto con i suoi valori; il valore di progetto resta quello della norma in vigore.
In Veneto la Circolare regionale n. 13/1997 (DGR 1887/1997) chiede almeno 32 m³/h di aria esterna a persona con la sola ventilazione, 20 con un impianto di condizionamento, e un minimo di ricambi d'aria per WC e spogliatoi; per i bagni senza finestra il regolamento edilizio tipo veneto ne chiede qualcuno in più. La relazione calcola questi valori accanto a quelli della norma e per ogni locale usa il più alto.
Dipende dal regolamento del Comune e dall'attività, che di solito chiedono una superficie di finestre apribili in proporzione al pavimento (in Veneto, per un ufficio fino a 50 m², un ottavo). Se il locale non ci arriva, o è interrato o molto profondo, la ventilazione meccanica integra o sostituisce le finestre, e bisogna sapere quanta aria deve portare.
La relazione vale per la sala e per gli altri locali. La cappa e l'aria che la reintegra sono un altro calcolo: segnalalo nel modulo e ti dico come procedere.
Ha regole di legge sue (DPCM 23 dicembre 2003) e non è compresa in questa relazione.
Sono fuori dal servizio base: con l'attività fisica intensa l'aria per persona va valutata caso per caso. Mandami i dati dal modulo e ti rispondo con un preventivo prima di cominciare.
Se mi scrivi marca e portate della scheda, la relazione le confronta con quelle di progetto. È un confronto sulla carta: per sapere quanta aria porta davvero l'impianto serve una misura sul posto, che non è compresa.
Da 400,00 € per un locale fino a 250 m² con i suoi servizi, più la cassa previdenziale del 4 % e l'IVA: da 507,52 € in tutto. Più unità, condomini, centri commerciali, palestre e sale fitness: preventivo. La relazione arriva entro 5 giorni lavorativi da quando ho tutti i dati.
Il conto fatto per un bar di 55 m², un ristorante e un negozio, con la norma e il minimo veneto: quanta aria esterna serve in un bar?
Preferisci parlarne prima? Scrivimi due righe.
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